L’attività fisica porta a molti effetti benefici nelle persone diversamente abili: migliora la funzionalità del sistema cardiocircolatorio, aiuta nel controllo del peso attraverso diversi meccanismi (incremento della spesa energetica e del metabolismo basale, aumento della massa magra e corrispondente riduzione della massa grassa, effetto sul feedback diencefalico con miglior controllo dell’appetito) e promuove le risposte neuroendocrine (tra cui la produzione di endorfine con effetti positive sul tono dell’umore).

Il miglioramento della forza e della resistenza permettono di acquisire e potenziare le capacità di organizzazione spazio temporale, raggiungendo un livello migliore di autonomia motoria.

Uno sport come il para-rowing rappresenta il mezzo attraverso cui si può migliorare non solo la condizione fisica, ma anche l’autostima.

Nelle scorse tre decadi numerosi studi hanno dimostrato come l’attività fisica e la partecipazione all’attività sportiva comportino un miglioramento dello stato funzionale e della qualità della vita tra persone con alcune disabilità. Attraverso lo sport le persone diversamente abili possono migliorare l’autosufficienza, costruire e rinforzare la loro consapevolezza sociale e il network delle relazioni; inoltre lo sport è un aiuto per superare le difficoltà nella battaglia contro il pregiudizio, l’intolleranza e la discriminazione.

I benefici della partecipazione della popolazione di persone diversamente abili alle attività sportive investono anche la comunità. Lo sport rappresenta una base per acquisire abilità da utilizzare nella vita di tutti i giorni. Attraverso l’allenamento sportivo, vengono imparate nuove abilità, viene acquisita una migliore autodisciplina, un miglioramento delle abilità organizzative, un uso più efficiente del tempo, si sviluppano interazioni sociali e lavorative positive ed un maggiore senso di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Sicuramente l’attività fisica e l’attività sportiva contribuiscono all’ empowerment della persone diversamente abili.

Inoltre il para-rowing mette le persone a stretto contatto con la natura, l’attività si svolge sull’acqua e all’aria aperta, stimolando tutti i sensi.

Nei para-rowers gli aggiustamenti cardiovascolari all’esercizio possono essere diversi sulla base del livello della lesione spinale.

In alcuni casi l’impossibilità ad utilizzare la massa muscolare degli arti inferiori determina una stimolazione minore per gli adattamenti cardiovascolari e respiratori.

In alcuni casi c’è la perdita del controllo centrale sulle risposte cardiovascolari all’attività fisica a causa dell’interruzione delle vie nervose tra i centri del tronco encefalico e i centri simpatici spinali. con una minore capacità del riflesso compensatorio cardiovascolare in corso di esercizio.

In caso di lesion cervicali complete (tetraplegia) l’aumento della frequenza cardiaca stimolata dal sistema simpatico è completamente assente, e quindi la massima frequenza cardiaca raggiungibile è quella intrinseca del nodo seno atriale (110/125 bpm).

Sia nei soggetti tetraplegici (T1 - T5 T6) che in soggetti che mantengono intatte le connessioni tra i centri superiori del Sistema Nervoso Centrale e l’origine dei nervi ortosimpatici, la perdita della vasocostrizione nell’albero vascolare artero-venoso (splancnico e degli arti inferiori) comporta una riduzione del ritorno venoso al cuore.  La paralisi dei muscoli innervati dai neuroni sotto il livello di lesione ostacola l’azione della pompa muscolare.

Il ridotto ritorno venoso è il motivo della minore massa cardiaca visibile nei pazienti tetraplegici e paraplegici; negli atleti paraplegici la risposta adattativa è attribuibile all’aumento della frequenza cardiaca in corso di esercizio.

Nel para-rowing deve essere monitorato il rischio di insorgenza di patologie muscoloscheletriche dovute ad iperuso delle articolazioni della parte superiore del corpo come sindrome da impingement della spalla, tendinopatie del braccio e del polso, sindrome del tunnel carpale e lombalgie ricorrenti.

La classificazione della disabilità per l’assegnazione alle diverse categorie del para-rowing è un processo complesso ed include una valutazione medica e funzionale.

Una lesione a livello di T10 può essere considerate come il cut-off per classificare un atleta come abile ad utilizzare solo le braccia o braccia e tronco.

Dal 2010 è stata aperta la possibilità di classificare anche atleti con paralisi cerebrale (sia quella presente alla nascita che quella insorta in età adulta); sulla base della disabilità i soggetti vengono inclusi nelle diverse classi.