MILANO, 03 ottobre 2016 - Come da programma, dalle 14 in punto di ieri si è svolta la conferenza "Tutto quello che avreste voluto sapere sul Para-Rowing ma non avete mai osato chiedere". L'incontro si è articolato in due parti, una prima divulgativa e una seconda più tecnica. Tra i relatori della prima parte, il Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale il quale, aprendo la conferenza, ha sottolineato l'impegno della FIC nell'ambito dell'attività remiera riservata ai disabili. Abbagnale ha ripercorso il quadriennio sottolineando il lavoro sviluppato.

A seguire l'intervento del Presidente del CIP Lombardia Pierangelo Santelli il quale, oltre ad elogiare il lavoro svolto dalla Federazione Italiana Canottaggio nell'ambito del Para-Rowing, ha sollecitato un lungo applauso al Presidente del CIP nazionale Luca Pancalli poiché grazie al suo lavoro lo sport paralimpico è riuscito ad ottenere grandi risultati sia a Londra che a Rio. Continuando negli interventi,  il dottor Federico Egidi, medico sportivo da anni impegnato con il canottaggio, ha ripercorso la storia del rapporto tra sport e disabilità, andando a sottolineare i vantaggi dell'attività fisica per le persone diversamente abili. Egidi poi, partendo da concetti di fisiologia di base, ha illustrato come il fisico sia in grado di dare risposte positive nel contesto del para-rowing evidenziando anche quelli che sono i tutti i maggiori rischi derivanti dalla pratica.

La psicologa Paola Lausdei si è invece concentrata sulla risposta cognitivo comportamentale dell'atleta disabile, il quale, nel contesto sportivo, ha la possibilità di riscontrare non pochi vantaggi, ad esempio legati al costante tentativo di superare dei propri limiti. Il Para-Rowing infatti crea le condizioni ideali per mettere alla prova sé stessi, confrontandosi costantemente con gli altri. E proprio il costante incontro scontro con l'altro, offre le condizioni per imparare a relazionarsi e cooperare.

La tematica dei disabili intellettivi è stata invece affrontata dalla psicologa dell'AS Firenze, Giulia Magnatta, che ha ricordato il concetto di disabilità intellettiva, estendendo poi l'intervento alle modalità di approccio ad atleti con tali caratteristiche. Secondo la relatrice è di fondamentale importanza creare le adeguate condizioni perché l'atleta possa esprimersi al meglio, in stretta relazione alle possibilità di base perché un corretto approccio ad una disciplina sportiva per un disabile intellettivo è di fondamentale importanza sotto il punto di vista mentale, fisico e sociale. La stessa psicologa ha sottolineato i vantaggi dell'indoor rowing, che consente di muoversi in sicurezza.

E' intervenuto anche il Presidente del CONI Lombardia Oreste Perri, il quale ha ripercorso l'evoluzione delle discipline paralimpiche, costatando l'enorme progresso fatto grazie alle tecnologie sempre più all'avanguardia che oggi permettono di coinvolgere nello sport sempre più persone". Presenti alla conferenza anche gli atleti Florinda Trombetta, Eleonora De Paolis, Fabrizio Caselli, Daniele Signore e Giuseppe "Peppiniello" Di Capua, i quali hanno riportato le loro testimonianze rispetto all'esperienza di Rio de Janeiro ed hanno costantemente interagito coi professionisti, offrendo concretezza ai concetti espressi, forti delle loro esperienze.

La seconda parte della conferenza, sicuramente più tecnica, è stata invece portata avanti interamente da Federico Egidi e dal caposettore para-rowing Dario Naccari. Ha incominciato proprio Egidi, affrontando la "classificazione funzionale" dell'atleta disabile, ossia la valutazione delle capacità fisiche residue dell'atleta, considerando parametri antropometrici, fisiologici e biomeccanici. Le stesse caratteristiche sono poi quelle che comportano l'inserimento dell'atleta stesso nelle categorie LTA (legs-trunk-arms), AS (arms-shoulders), TA (trunk arms).

Naccari invece ha offerto una dettagliata disamina su quello che è il rapporto dell'allenatore con l'atleta disabile, considerando il portatore di disabilità una risorsa e non un impedimento per i normodotati. L'atleta disabile infatti può diventare un fattore di stimolo per tutto l'ambiente sportivo. Naccari ha poi spiegato la formazione degli equipaggi nelle varie categorie, sviscerando le dinamiche che si instaurano nella preparazione delle varie barche ed ha infine illustrato i valori aggiunti del canottaggio per gli atleti disabili, che sono posti a determinati stimoli che consentono al soggetto di acuire le proprie capacità o svilupparne di nuove.



LEGENDA PARA-ROWING
LTA (LEGS–TRUNK–ARMS): l’atleta utilizza tutto il corpo: gambe, tronco e braccia. Appartengono a questa categoria atleti ed atlete non vedenti, amputati ad un arto o con altre minime disabilità fisiche.
TA (TRUNK–ARMS): l’atleta utilizza solo il tronco e le braccia. Appartengono a questa categoria gli atleti e le atlete che non hanno l’uso delle gambe o gli amputati a tutti e due gli arti inferiori
AS (ARMS-SHOULDERS): l’atleta utilizza solo le braccia e le spalle. Appartengono a questa categoria tutti gli atleti e le atlete che hanno subito lesioni alla colonna vertebrale e compromesso l’uso delle gambe e del tronco.
ID (INTELLECTUAL DISABILITY): atleti con disabilità intellettiva e relazionale.

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